Chiesa dell’Annunziata

Cenni Storici

Il sito occupato dall’odierna Chiesa della Santissima Annunziata è legato indissolubilmente all’attività confraternale pietrese, qui in tempi diversi operarono nel corso dei secoli tre Confraternite pietresi.

Intorno alla metà del XIII sec. i tempi oscuri che caratterizzavano il Medioevo, favorirono nel centro Italia la formazione delle prime Compagnie di battuti o flagellanti che, terminata l’espansione lungo la penisola, dal primo fine esclusivamente penitenziale, velocemente attivarono altre forme di assistenzialismo caritativo. Dall’ospitare i pellegrini al soccorrere e curare i malati, dal dar da mangiare ai poveri al visitare i carcerati, dal confortare i condannati a morte al seppellire i morti. Per questo motivo lo scrittore tedesco Ludwig Pastor, (1854-1928) nella sua enciclopedia in 16 volumi “Geschichte der Päpste seit dem Ausgang des Mittelalters” (Storia dei Papi dalla fine dell’età medioevale) definì enormi i benefici apportati dalle confraternite alla popolazione italiana.

In questa ondata di rinnovamento, una Compagnia di flagellati giunse alla Pietra. Non sappiamo la data precisa, ma è certo che verso i primi del XIV la Compagnia era fiorente ed esistono delle pergamene (datate a tale epoca e conservate presso l’Archivio diocesano di Albenga) ad uso di una Confraternita su cui sono scritte delle bellissime Laudi in volgare(Studio di Paolo Accame edito da Giacomo Accame per il Centro storico Pietrese). A conferma di questo il Monti, nella sua opera “Le Confraternite medievali dell’alta e media Italia“, pubblicata a Venezia nel 1927, cita l’esistenza di una Confraternita a Pietra Ligure già nei primissimi anni del trecento.

Lotte, eresie, epidemie caratterizzavano la vita nelle città dell’epoca, quindi l’arrivo di queste compagnie non era sicuramente ben visto dalle autorità civili, che molto spesso le relegavano fuori dalle mura.
Per questo motivo, essendo all’epoca la nostra città chiusa da mura la prima sede della Compagnia dei Battuti venne edificata “extra moenia” a circa un centinaio di metri dal fosso, dove appunto oggi sorge la Chiesa della Santissima Annunziata.

In questa “domus discipline seu batutorum”, i confratelli si occupavano di opere assistenziali e caritative: non dovette passare molto tempo perché la popolazione iniziasse ad aderire a questo movimento e le autorità civili e religiose si convinsero ad accettare la Compagnia all’interno delle mura cittadine, il sito per il nuovo Oratorio venne trovato a monte del Castello vicino alla Chiesetta del cimitero (S.Caterina al Cimitero).

Quando la Confraternita dei disciplinanti si trasferì nel nuovo Oratorio non lo sappiamo: si potrebbe ipotizzare verso i primi del XV secolo, abbandonando la prima sede dedicata a Santa Maria Annunziata che rimase di loro proprietà.
Nel 1481 i Disciplinanti con atto rogato dal notaio Bianco donavano l’antico Oratorio ai Rev. Padri Domenicani del Convento di Finalborgo che in quell’epoca erano soliti recarsi alla Pietra a compiere “buone opere”.
I RR.PP. Domenicani, ottenuti i permessi (le bolle e gli atti sono conservati nella Chiesa di S. Maria di Castello a Genova) iniziarono la costruzione del Convento vicino alla Sacrestia della Chiesa e del campanile.

Al termine della costruzione vi mandarono 4 monaci. La Chiesa, dedicata all’Annunciazione di Maria Santissima, venne consacrata nei primi anni del 1500.
Tutti gli anni, il 25 marzo, nella ricorrenza dell’Annunciazione di Maria Santissima, a ricordo della prima loro casa, i Disciplinanti si recavano processionalmente in questa Chiesa per recitarvi l’Officio della Santa Vergine, (questo ancora nel 1839).

Di questa Chiesa rimangono solo la sacrestia vecchia che alcuni storici identificano come il primitivo Oratorio dei Disciplinanti, il campanile tardogotico con la campana del 1529  (restaurata nel 2019) e la grande icona dell’Annunciazione, attribuita al lucchese Benedetto Brandimarte.

Questa Chiesa, di dimensioni minori dell’attuale aveva una semplice facciata su cui era raffigurato un affresco del mistero e disponeva di 5 Altari.
La costruzione per incuria o difetti di costruzione nel 1660 “si derocca” e dopo 4 anni di abbandono, la “Magnifica Comunità della Pietra” decide di iniziare la ricostruzione che si protrae fino al 1680. La nuova Chiesa dispone, oltre all’Altare Maggiore, di 6 Altari laterali dedicati al Santo Rosario, a S.Domenico e Santa Chiara, (ora in Chiesa vecchia), a San Vincenzo,  alla Virgo Potens, (ora in Basilica)  a San Pio V, che per qualche tempo abitò nel convento attiguo alla chiesa e predicò un quaresimale nella parrocchia de la Pietra  e a San Domenico.

Alla metà del XVII sec. il Convento si stacca da quello di Finalborgo i monaci residenti diventano 6 ed intorno ai primi del XVIII secolo, inizia la costruzione del nuovo grande Convento a mare sull’odierna Via Garibaldi.
Nel novembre del 1795, Chiesa e Convento sono adibiti a ricovero delle truppe francesi. Due anni dopo, le direttive della nuova “Repubblica Democratica Ligure” ingiungono la chiusura dei Conventi e il loro esproprio: i 6 monaci vengono licenziati ed il complesso conventuale requisito.
La Chiesa venne trasformata in magazzino e deposito di materiali edili fino al 1809, quando il maire notaio Ignazio Borro la concederà come Oratorio alla Confraternita della Morte e Orazione, detta dei neri.

La Confraternita dei neri si trasferisce nell’Annunziata, vengono ricostruiti gli altari delle Sante Lucia e Caterina V.M. e di Sant’ Anna, le cui tele si trovavano nel vecchio Oratorio di Santa Lucia, semidistrutto nel corso dell’occupazione militare francese.
La Chiesa ha un periodo di floridezza dalla metà del XIX secolo, quando si iscrivono alla Confraternita dei neri i coniugi Cesare Nunzio Regina e la moglie Carlotta Bosio Regina, grazie ai quali inizia una serie di restauri interni ed esterni e di ricostituzione dell’apparato ligneo.

La Confraternita gestisce la Chiesa con il suo Cappellano, Don Emanuele Accame fino ai primi del XX secolo poi lentamente, a causa dell’assorbimento dei compiti (seppellimento dei morti) da parte del Comune e dei due conflitti mondiali, si assopisce.
La Chiesa continua ad essere officiata dal Cappellano fino alla sua morte (1958) e quindi dal Canonico Don Giuseppe Guaraglia fino al 1973. Venne poi chiusa per alcuni anni a causa del terremoto.
Nel 1975 iniziano le opere di restauro e consolidamento che durano 2 anni e nel 1979 la Chiesa viene consegnata ufficialmente alla Confraternita di Santa Caterina V.M.
Con l’insediamento della Confraternita venne trasferito anche il culto della Santa martire il 25 novembre.

Tra i quaderni inediti di Don Giuseppe Guaraglia relativi a monumenti e realtà storiche della città di Pietra Ligure conservati nell’Archivio Parrocchiale, vi era quello in cui si narra la storia del Convento e della Chiesa dell’Annunziata, che durante i secoli subì vari crolli, ma sempre fu ricostruita più bella e più ricca. Pensiamo di fare cosa utile pubblicare questo quaderno: Storia della Chiesa dell”Annunziata ricavato appunto dal  manoscritto del 1971, trascritto,  curato e pubblicato in tiratura limitata da Gianni Cenere nel 2013.