Pochi sanno che nel palazzo attualmente sito tra Via Andrea Basadonne e via Matteo Vinzoni, esisteva, dal 1633, l’oratorio di S. Maria del Loreto, che nel 1752 aveva cambiato nome diventando “Chiesa di S.Anna”.
L’Oratorio venne costruito tra il 1623 e il 1633 a proprie spese dalla sig.ra Pellina Fiallo vedova di Giov. Batt. Ghirardo. Confinava a nord con l’attuale via Basadonne, a est con la piazza in cui attualmente è il palazzo comunale e che, come scrive Alessandro Marinelli nel suo “Confraternite e dintorni”, nel corso dei secoli “cambiò più volte nome: Piazza del pallone, Piazza Vittorio Emanuele III, Piazza del Popolo, Piazza del Municipio, Piazza Martiri Libertà, ma che i pietresi, da quando si ha memoria, chiamano piazza del Fosso o più semplicemente “Fosso”. Il nome deriva dal fossato che, una volta a cielo aperto, scaricava le acque piovane della sovrastante montagna del Trabocchetto al mare e che, in seguito ai lavori di lastricatura, venne incanalato e coperto”. L’edificio aveva l’entrata, preceduta da un giardino, sul lato a ponente e confinava a mare con gli orti: non vi erano case, la spiaggia era più ampia e vi passava solo la strada che univa “La Pietra” con Loano.
Una descrizione di questo oratorio l’abbiamo nel verbale della visita pastorale di Mons. P.Franco Costa (1647) in cui si dice che l’altare risplendente per i molti “ornati” offerti dalla pietà dei suoi patroni, era provvisto di una icona della Beata Vergine e di tutti gli utensili per la celebrazione della S. Messa.
Continua il succitato verbale: “Ha il coro a levante e la facciata a ponente. In “cornu epistolae”, (sulla destra guardando l’altare, ndr), nella parete vi è la tribuna con finestra, per udire la Messa, munita di cancelli coi fori e la grata di legno dipinto con velo di circa dieci palmi di lunghezza (m.2,5, ndr), con gradini, porta e scala per la quale si ascende all’altra tribuna con due finestre nella parte superiore della stessa parete, della stessa lunghezza, coi cancelli con funi e buchi, munite ugualmente di velo la quale tribuna è separata dalla casa dei padroni mediante l’adito (corridoio, ndr) esistente fra detta casa e la parete della tribuna: l’adito è lungo 24 palmi (6 metri, ndr) e sotto detto adito vi è la via pubblica (attuale via Andrea Basadonne, ndr)”.
Oltre alla costruzione materiale dell’Oratorio, che era aperto al pubblico, la Pellina lasciò un legato per le necessità dello stesso e per l’onorario del Cappellano il quale era tenuto alla celebrazione quotidiana della Messa e delle altre funzioni.
Un po’ di storia.
La Cappella di N.S. di Loreto era passata dalla testatrice agli eredi, i nipoti Sardo e da questi ai Basadonne i quali, diventati proprietari, fecero restaurare e in gran parte riedificare l’edificio, costruendovi un altare e dedicandolo a Sant’Anna (1672) perciò l’oratorio cambiò nome e così anche il vicolo che le era a fianco e che portava al suo ingresso, l’odierna Via Basadonne.
Nel 1809 la tela che raffigura S. Anna, S. Libera e S. Liborio Vescovo, con la scritta “ Sanctae Annae, Liberae et Liborio – Magnificus Carolus Bassadonne Magnifici Petri filius dicat ed dedicat 1720”, venne trasferita nell’Oratorio della SS. Annunziata, dove attualmente è esposta.
Nell’anno 1808 la Confraternita di S.Caterina fece istanza per ottenere, quale sede, la Chiesa della SS. Annunziata dei preesistenti Padri Domenicani, ma l’oratorio stesso era già stato assegnato all’altra Confraternita della Pietra, quello dell’Orazione e Morte per cui i Confratelli di S. Caterina non avendo scelta, richiesero per loro la Cappella di Sant’Anna nel Fosso, che essendo “Chiesa di Giuspatronato e di privativa pertinenza” era rimasta ancora aperta (ricordiamo che tutte le Chiese ed Oratori nel periodo Napoleonico divennero di proprietà Comunale e chiuse al Culto ad esclusione della nuova Parrocchiale e di questa Cappella). I compatroni accolsero la richiesta della Confraternita e la stessa continuò radunarsi in questo oratorio sino al 1814.
In quell’anno, a seguito di bisticci e incomprensioni con il patrono della Chiesetta, i Confratelli lasciarono il locale traslocando nell’Oratorio dei Bianchi, in quel momento adibito a teatro.
L’Oratorio, ripreso a pieno titolo il nome di S. Anna, continuò a funzionare: sappiamo che nel 1825 esisteva ancora, posseduto in società dalle sorelle Nicoletta e Giuseppina MAGLIO ed eredi Basadonne.
Nel 1827 veniva però interdetto dall’Autorità Ecclesiastica e chiuso definitivamente.
Bibliografia
DON GUARAGLIA: Oratorio di S.Maria del Loreto
BREVE DESCRIZIONE DELLA PIETRA – ms nell’arch. della Basilica di S. Nicolò di Pietra Ligure (1750).
PANERI, SACRO, E VAGO GIARDINELLO, e succinto riepilogo delle raggioni delle Chiese e Diocesi d’Albenga cominciato da Pier Francesco Costa Vescovo d’Albenga dell’anno 1624, ms in Arch. Vesc. di Albenga
DON. G. GUARAGLIA “La nuova Chiesa Parrocchiale di Pietra Ligure” (2012)
DON V. BOSIO “Memorie Antiche e moderne di Pietra Ligure” (1886)
A. ACCAME “Storia di Pietra L.” (1981)
A. MARINELLI “Pietra Ligure: Confraternite e oratori” (2002)
P. ACCAME “La via Aurelia e il Pollupice” (1977)
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