Dal VI al IX secolo dell’era cristiana alcuni monaci dell’Abbazia di Lerins, monastero che si trova ancora attualmente in un’isola di fronte a Cannes, scrissero, su tavolette di legno, la storia della diffusione del Cristianesimo nella parte occidentale della Liguria.
Nel 1250 “Frate Oberto, monaco lerinense” , che in quel periodo era Parroco de la Pietra, riassunse queste tavolette su un “codice”, oggi, purtroppo andato perduto e che, fino ai primi del 1800, era conservato nell’archivio della famiglia dei “Patrizi Chiappe”.
Questo importante documento venne consultato e in parte trascritto nel 1750 circa, sulle prime pagine del manoscritto, custodito nell’Archivio Parrocchiale:LIBRO DELLA FABRICA DELLA NUOVA CHIESA – 1750 – 1789 BREVE DESCRIZIONE DELLA PIETRA” . L’autore di questo “riassunto” è ignoto: Don G. Guaraglia lo attribuisce all’abbate pietrese Pietro Basadonne, altri lo dicono opera del Prevosto di allora, Don Borro.
Le notizie che sotto riportiamo sono state ricavate in buona parte da questo manoscritto.
Intorno al II secolo a.C. nella pianura tra Pietra e Borgio, un po’ più a levante di dove adesso sorge la Chiesa della Madonna del Soccorso, esisteva un piccolissimo borgo. Forse più che di un borgo dovremmo parlare o di una “mansione”, cioè un luogo dove erano edifici pubblici che servivano per dar ricovero ai soldati e alle persone importanti che transitavano o anche soltanto di una “mutazione” cioè di un luogo destinato al cambio dei cavalli.
Quella località, chiamata “Pollupice”, (ancora oggi esiste in quella zona una via con tale nome) era posta all’incrocio tra due strade allora molto importanti: una che proveniva dal Piemonte e per la quale, come racconta Tito Livio, passò il cartaginese Magone, fratello di Annibale, l’altra, la via “Iulia Augusta”, che collegava Roma con le Gallie, passando per Gorra e scendendo da Verezzi a Borgio.
In quella zona, boscosa e abitata da animali selvatici, dopo la battaglia fra Liguri e Romani venne edificato un tempio dedicato a Diana, dea della caccia. Nel 160 S. Calimero, vescovo di Milano, percorse la Liguria, convertendola alla fede cristiana, fino a quando, nel 191, fu martirizzato per ordine dell’Imperatore Commodo.
Fu durante il suo cammino di evangelizzazione che consacrò il tempio di Diana al culto cristiano.
Nell’anno 390 la chiesa fu ingrandita a 15 palmi (circa 5 metri quadri) e consacrata da Diogene, Vescovo di Genova, che la dedicò allo Spirito Santo e al Transito (Assunzione di Maria). Alcuni storici sostengono che questa fu la prima pieve, ossia la prima chiesa battesimale, costruita nel territorio.
Nel secolo successivo, con la costruzione del borgo murato, il “castrum Petrae” alle pendici del Monte Trabocchetto, questa zona, peraltro in quell’epoca molto paludosa, venne abbandonata.

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