PARROCCHIA DI PIETRA LIGURE

Facciata della Basilica

La Basilica di San Nicolò è a detta di molti, una delle chiese più belle ed ampie della Riviera. Nessuna ha una piazza di m. 100 x 40, un vero salotto circondato di alberi e panchine e palazzi con bar e negozi al piano terra.

Dal sacrato m. 33 x 10, fatto di sassi marini  su cui è ritratto a mosaico  la più antica rappresentazione dello stemma di Pietra,  fino al 2006 delimitato da siepe verde, ora con un breve gradino di cm 10, si accede ai tre ampi portali in bronzo.
Lo stile della chiesa è "romanico-composito". E' il barocco nel suo termine evolutivo raffinato del '700 (barocco rinascimentale), col vantaggio di tre porte anziché una. Anche la facciata pur eseguita, su disegni del Padre Ampognani nel 1863 e restaurata nel 2012, rimane in stile. Ha il frontespizio di m. 33 x 33, compresi i due campanili. Cinque le campane a sinistra: concerto dal MI3 al SI3: kg 2.831; otto a destra: concerto SOL3 - SOL4: Kg 1.208. (Concerto "a morto" del 2/11/2010 - Le campane della basilica)
Ai  tre portali in bronzo,  scolpiti dal Monfredini corrispondono i tre finestroni lobati con vetriata istoriate le tre statue: S. Nicolò, S. Pietro e S. Paolo, collocate al di sopra delle porte stesse.
All'Interno la chiesa presenta, già dall'ingresso tutta se stessa in un colpo d'occhio, perché è una sola navata, lunga, vasta e alta fino al medaglione del paradiso dipinto da Luigi Sacco sulla volta che è a padiglione. Già nell'atrio si notano i quattro giganteschi pilastroni - colonne, che si uniscono in copie frontali per sostenere le tre arcate (maggiore e minori) sia dall'ingresso che dal Sancta Sanctorum, mentre si ammirano sei archi sorretti dai muri perimetrali a destra e a sinistra, formanti, nell'insieme, un armonioso quadrilatero (m. 28 x 24) che abbraccia ingresso e cappelle ed innalza al baldacchino del soffitto in cui è rappresentata la scena del Paradiso   con San Nicolò che chiede alla Madonna di intercedere presso la SS. Trinità per ottenere la liberazione della città dalla peste.
Non esiste un angolo della chiesa, nella navata e nel presbiterio, nelle cappelle e nell'atrio, che non sia rivelazione continua di figure, di simboli, di stucchi e decorazioni.

Particolare dell'icona del Barbagelata

Eppure, nel complesso, il grandioso non è pesante, ma elegante ed armonioso da qualsiasi punto il tempio venga ammirato. Risulta un vero scrigno di fede e di arte, che non si finisce mai di scoprire per la catechesi e per la santificazione. Giova notare che tutte le pitture, sia figurative che decorative, furono eseguite "a fresco" e non "a tempera" per cui i colori, imbevuti nell'intonaco appena eseguito, rimangono a tutt'oggi indelebili, salvo nelle zone dove, nel corso dei tempi, a causa di penetrazione di acqua piovana, i muri sono stati inumiditi. Gli affreschi figurativi sono del pittore genovese Luigi Sacco che li iniziò nel 1866. Se ne ammirano otto nel presbiterio e trentatrè nella navata e cappelle. Uno di questi, il medaglione della volta, "il paradiso", nei suoi 190 mq, contiene da solo, 33 personaggi, senza contare gli angioletti.
Le decorazioni alle lesene, con capitelli corinzi-compositi, alle pareti, con stucchi ed ornamenti vari, alle cappelle, al ricco attico prospettico dal sotto in su, che, in efficace finzione decorativa, presenta quattro aperture intercalate da dodici colonne e fa da cornice all'elevato unico grande quadro della volta, sono opera del savonese Antonio Novaro, iniziate nel 1860, come si firma nel pilastro delle cappelle del transetto.
Dipinti su tela si trovano sopra i nove altari marmorei con balaustre chiuse da cancelli di ferro battuto. Il più antico su tavola, è S. Nicolò di Giovanni Barbagelata (1498, presente al miracolo). Restaurato nel 2010 è stato riportato agli antichi splendori.
Recentemente 2001-2002 venne rifatto a nuovo tutto il tetto della Basilica, rinnovato completamente l'impianto elettrico che illumina la navata centrale, la volta e il presbiterio.
Per dare maggiore luce all'interno della Basilica sempre nello stesso periodo vennero aperte 6 finestre quattro nella navata centrale e due nella zona del presbiterio.

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