Territorio
Fino al 1970 La Parrocchia di S. Nicolò era l’unica Parrocchia di Pietra Ligure: i suoi confini erano a est con la Parrocchia di S. Pietro in Borgio, a Nord con Giustenice, Tovo S.Giacomo e S.Bernardo di Ranzi e a ovest con la parrocchia di S. Giovanni in Loano
Il 1 gennaio 1970, con il decreto dell’8 dicembre 1969, S.E. Mons. Alessandro Piazza Vescovo di Albenga creò una nuova parrocchia con sede nel Santuario di N. S. del Soccorso e la parrocchia di S. Nicolò venne “smembrata” come dice il decreto stesso, di una parte di essa, ad Est del Maremola. (Elenco delle Vie della Parrocchia di S.Nicolò)
In Pietra Ligure esiste inoltre la “Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo” all’interno dell’Ospedale di S. Corona con un Cappellano ivi residente.

Cenni storici
Nel IX secolo la disposizione dell’antico borgo, costruito sulle fondamenta di un “castro romano”, presentava, al centro delle strade perpendicolari, una grande piazza, “il foro”: in questo sito i nostri antenati iniziarono la costruzione di una Chiesa ad una navata e con l’abside rivolta ad oriente, come tutte le più antiche Chiese. Nell’anno 885 questa prima Chiesa parrocchiale veniva consacrata dal Vescovo di Albenga S. Benedetto Revelli. Passano diversi secoli ed ecco che nella seconda metà del XIV sec. le ridotte dimensioni della Chiesa si rivelano insufficienti e vista l’ottima posizione centrale, si decide di demolire il vecchio edificio e costruirne sul sito uno nuovo e più ampio. Nel corso della costruzione vengono abbattute le case limitrofe e, narra la tradizione, viene chiusa la strada che correva parallela da ponente a levante a mare dell’edificio, dando cosi origine a due strade chiuse, le odierne Via Monte Frumentario e Via Giobatta Chiappe conosciuta con il nome di “caruggiu guersu”.
Il 12 giugno del 1384 Mons. Filippo de Ardizzoni con licenza del Vescovo diocesano Mons. Eriberto Fieschi consacrava la nuova Parrocchiale, riscostruita sulla vecchia e già allora dedicata a S. Nicolò Vescovo di Mira.(vedi Sacro e vago giardinello tomo-1 pag 3 e segg .)
La struttura e le dimensioni corrispondono a quelle odierne; la copertura, che in origine era in legno a vista, verso i primi del XVII sec. venne rifatta a volta in muratura.
Questa Chiesa servì da parrocchiale fino al 1791, quando venne finalmente adempiuto il voto di costruire un nuovo e più ampio tempio dedicato a S. Nicolò. In quel periodo la Chiesa venne prima trascurata e poi abbandonata e tutti gli arredi interni, dalle tele alle icone e persino le due campane, vennero trasferite nella nuova parrocchiale.

Le truppe dei Savoia assediano Pietra

I pietresi, tuttavia, hanno a cuore la sorte dell’antico edificio per molti motivi. Nel 1525 era avvenuto il miracolo della liberazione dalla peste. Nel 1550 aveva predicato, durante la quaresima, il domenicano padre Michele Ghisleri, eletto in seguito Papa con il nome di Pio V e santificato nel 1712. Nel maggio del 1625 le donne pietresi, mentre fervevano i combattimenti, si erano ritirate a pregare S. Nicolo nel corso del fallito assedio ad opera dalle truppe dei Savoia. Per queste ragioni, dopo molte discussioni, nel novembre del 1796 la Chiesa viene concessa come Oratorio alla più antica Confraternita dei Disciplinanti, detti “bianchi”, i quali l’anno prima, avevano avuto il loro antico Oratorio della Concezione, completamente distrutto dai soldati francesi.
Ma le disposizioni della nuova Repubblica Democratica Ligure nel 1797, impongono la chiusura di tutti gli edifici religiosi non parrocchiali, pertanto la Chiesa viene chiusa al culto, usata come dormitorio alle truppe di passaggio, trasformata in magazzino per il sale e successivamente come sala per il reclutamento e sede del Consiglio di disciplina. Addirittura in una delibera del 1801 viene chiesto di murarne le porte per evitare che continui ad essere un “sito di cloaca, dove si gettano le immondizie”.
Finalmente, nell’aprile del 1814, spentosi l’astro napoleonico, la Confraternita dei bianchi riprende ad officiare nell’antico edificio che i confratelli riescono a restaurare completamente, ricostruendo quanto negli anni passati era stato distrutto.

Organo Agati della chiesa vecchia

Vengono operate varie trasformazioni e ristrutturazioni: viene ricostruito il frontone dell’altare maggiore; nel 1844 si costruisce l’orchestra sopra cui viene installato un nuovo organo a canne; vengono fatte scolpire le statue della Concezione e dell’Addolorata. E dopo il terremoto del 1877 tutta la struttura, unitamente al campanile, viene rinforzata con numerose chiavi e restaurata completamente nella muratura.
All’interno continua a funzionare la Confraternita e fervono i restauri, fino al 1954 quando le autorità religiose dispongono la sospensione delle Messe festive. La vitalità dell’Oratorio lentamente si spegne, per arrivare all’estinzione della Confraternita dei Disciplinanti intorno al 1967.

Interno chiesa vecchia 2020

Nel 1975 l’edificio viene restaurato per essere adibito ad Auditorium. Le principali modifiche sono: la demolizione e il restringimento della cantoria sopra il portone centrale con il trasferimento dell’organo nell’abside, (attualmente l’organo è stato riportato nella sua sede originale, sopra la porta d’ingresso), la demolizione del pulpito in muratura, la demolizione dell’Altare maggiore, coro, balaustre ed il trasferimento dell’Altare nella Cappella laterale di sinistra dei Basadonne dove l’8 di luglio, il 2 novembre e l’8 dicembre veniva celebrata la S. Messa.

 

Attualmente la Chiesa è tornata ad essere utilizzata per usi liturgici e si cerca di riportarla agli antichi splendori.