ARTICOLO IN EVIDENZA 11-10-2021

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Borghetti nella solennità di San Michele Arcangelo: «La storia è il grande campo di battaglia fra il Diavolo e Dio»

«Ti proteggerò ovunque andrai»

Riportiamo l’omelia integrale del vescovo in occasione della solennità di San Michele Arcangelo, il 29 settembre nella piazza antistante la Cattedrale.

DI GUGLIELMO BORGHETTI*

Saluto cordialmente le autorità civili e militari, presenti e tutti voi, adulti e giovani, riuniti nella festa del patrono di Albenga e di tutta la nostra diocesi: l’arcangelo san Michele. Celebrare è ringraziare: Eucaristia significa proprio rendimento di grazie! Siamo qui, dai più piccoli ai più grandi, per ringraziare per tutti i doni ricevuti in questo tempo complesso e difficile, ancora connotato dalla circolazione del virus Covid-19. Ringraziamo il Signore, perché nonostante i lutti, i contagi, le difficoltà economiche e i problemi lavorativi, sono emerse nel cuore delle persone energie di bontà e solidarietà insospettate e si intravedono ormai all’orizzonte bagliori di positività.

Gli angeli sono gli adoratori e i messaggeri di Dio. Essi comunicano agli uomini la volontà del loro Signore. Essi sono i portatori del cuore di Dio agli uomini e del cuore degli uomini a Dio. Nella pagina evangelica Gesù fa un chiaro riferimento al sogno di Giacobbe narrato in Genesi 28, 10-18: la visione della scala che sale fino al cielo. Giacobbe vide in sogno questa scala mentre si recava presso suo zio Labano. Capitò in un luogo dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: “Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai; poi ti farò ritornare in questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto”.

Alludendo alla visione di Giacobbe, Gesù si presenta come la via (Gv 14, 6), la scala che collega il cielo e la terra: è Lui il punto d’incontro tra la natura divina e quella umana, è allo stesso tempo mezzo e luogo per trovare Dio e l’Uomo. La scala che collega il cielo alla terra, che mette in comunicazione il mondo degli uomini con la dimensione divina è Gesù stesso, è lui che realizza il sogno di Giacobbe, ed è lui che per primo scende e sale da quella scala ideale per portare agli uomini il volto del Padre e per risalire al Padre dopo la croce “a prepararci un posto”, e a ridiscendere da Risorto fra i suoi per poi risalire di nuovo lasciando il Dono del suo Santo Spirito! Se seguiamo Gesù vedremo anche noi i cieli aperti! Quale nostalgia! Il primo che vede i cieli aperti è il diacono protomartire Stefano: “Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”. Il tempo attuale ha tanto bisogno di vedere il cielo aperto! Insieme allo sbocciare di tanta solidarietà visibile nelle esperienze del volontariato di diversa estrazione ideale, il tempo attuale propone ancora fatti di crudeltà, corruzione, criminalità, e a volte sembra percepirsi una quasi completa inconsapevolezza di cosa significhino le proprie azioni: la banalità del male di cui par- lava la filosofa Hannah Arendt. Noi abbiamo la speranza di vedere i ‘cieli aperti’! Oggi in questa festa dei santi Arcangeli, Gesù manifesta ai suoi apostoli e a tutti noi, la presenza dei suoi angeli e il rapporto che hanno con Lui: stanno nella gloria celeste dove perennemente lodano la Santissima Trinità, la circondano e stanno al suo servizio. Impariamo dagli arcangeli che “salgono e scendono”, che servono Dio, e che lo servono in beneficio nostro. Danno gloria alla Santissima Trinità, e lo fanno servendo noi. Quanta amore dobbiamo loro e quanta gratitudine dobbiamo al Padre che li invia per il nostro bene!

San Michele è il combattente esemplare del maligno, del drago rosso, del principio del disordine morale, delle divisioni; appartiene agli adoratori e servitori di Dio, alle creature spirituali che lottano per la causa di Dio in questo mondo e sono messaggeri dell’Altissimo. Come eterni adoratori di Dio vivono nella gioia del suo servizio. Ci portano la sua vita, la sua pace, lo splendore della sua bellezza, il profumo e la purezza del suo essere divino. Gli angeli, in tutte le loro gerarchie, non sono mai sazi di adorare e di servire Dio. In maniera simile, tutti noi, sollecitati dagli stessi angeli, siamo chiamati a realizzarci nell’adorazione, nella lode e nel servizio del Signore, nell’essere messaggeri, missionari del Padre.

La vera medicina delle nostre anime inquiete e disorientate, l’unica che sia capace di sanare le nostre ferite e di liberarci dal male, è lo stare alla presenza di Dio, amandolo e lasciandoci amare nella preghiera dalla sua tenerezza. San Michele arcangelo scelto come nostro patrono dai nostri antenati è colui che combatte contro il drago rosso, simbolo della potenza del male che seduce e devasta la terra (Ap 12, 7-12). È a capo delle schiere celesti e con esse lotta contro colui che cerca di disgregare la famiglia di Dio, il popolo di coloro che credono in Cristo, per conquistarli al suo dominio e strapparli alla figliolanza. La vita e la storia sono il grande campo di battaglia, dove il diavolo combatte contro Dio e contro l’opera di redenzione del suo Figlio. L’arcangelo Michele è icona pura dell’aiuto potente di Dio che viene a soccorrerci e a sostenerci nella lotta contro le seduzioni del male, per vincere l’assalto del principe del male. La nostra vita è anche lotta, ma non siamo soli a combattere. Dio è dalla nostra parte. I suoi angeli sono con noi, ci accompagnano e ci aiutano a non capitolare di fronte alle forze del male, a non perdere la nostra libertà di figli. L’arcangelo Michele è il grande alleato celeste, è il difensore delle nostre comunità, della Chiesa intera. Grazie alla sua continua azione, che accompagna ciascuno di noi nei passi della vita, possiamo rimanere con il Signore Gesù, fiorire come figli e figlie amatissimi del Padre. Michele, insieme a Raffaele e Gabriele è messaggero della Grazia, testimone di quell’altrove da cui veniamo e a cui andiamo, che è la nostra patria. Ci sostiene nella comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito; ci accompagna nel cammino verso la patria celeste, ci aiutano a volerci più fraterni e solidali, a non chiuderci nella solitudine, in una libertà arbitraria, egoistica, individualistica, ci sussurra di renderci disponibili alla gioia dell’adorazione del Padre, dell’aiuto fraterno, del servizio ai più poveri, all’impegno per la giustizia e la pace.

Nella grande battaglia della vita preghiamo il Signore di farci sentire la Sua vicinanza grazie anche alla presenza dei suoi celesti messaggeri. Siamo anche noi difensori della vita con Dio, adoratori e servitori, lottatori determinati nella battaglia contro il male che c’è in noi, nel mondo, e nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. San Michele arcangelo prega per tutti noi e difendici nella battaglia! Così sia.

* vescovo

Articolo del quotidiano: Avvenire/Ponente7

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