DALLA PAROLA ALLA VITA

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Come ogni anno il settore adulti dell'Azione Cattolica diocesana, in collaborazione con molte associazioni laiche della diocesi e del nostro territorio, ha preparato il preziosissimo sussidio per la preghiera personale "Dalla Parola Alla Vita 2021" contenente i Vangeli del Mercoledì con relativo commento e le presentazioni dei testimoni di vita "straordinariamente quotidiana" che hanno vissuto accanto a noi.
Quest'anno, come non mai, il libretto diventa strumento che ci avvicina l'un l'altro anche se "lontani" fisicamente.
Chiedete ai vostri responsabili adulti parrocchiali e ai presidenti parrocchiali come averlo in formato digitale e cartaceo.

Anno Liturgico 2020-2021
AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Diocesi di Albenga - Imperia

Mercoledì 29 Settembre 2021

(Gv. 1, 47-51)
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».

Gesù, che legge nel cuore dell'uomo, riconosce la prontezza, la ricerca sincera e il desiderio di Natanaele di incontrarsi con lui. E Gesù, vedendolo arrivare così aperto e disponibile, lo previene e lo saluta come un autentico rappresentante d'Israele in cui non c'è falsità. Secondo la spiegazione di qualcuno, Natanaele sarebbe chiamato da Gesù "israelita", cioè degno del nome di Israele, perché questo nome significa "colui che vede Dio" e a Natanaele viene promessa la visione degli angeli che scendono e salgono sul figlio dell'uomo Gesù conosce bene Natanaele, anche se lo incontra per la prima volta, perché egli conosce tutti e sa cosa c'è nell'uomo. E Gesù dà a Natanaele una prova di conoscerlo bene: egli l'ha visto quando era sotto il fico. Sedere sotto il fico significa meditare e insegnare la Scrittura.
Natanaele, dunque, è un uomo applicato allo studio della Scrittura che cerca e attende la venuta del Messia. Anche mentre ascoltava la spiegazione delle Scritture, era accompagnato e sostenuto dallo sguardo amoroso di Dio.
Natanaele, toccato nell'intimo del suo cuore per la conoscenza che Gesù ha di lui (nota solo a Dio), riconosce in Gesù il Messia ed esclama: "Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele".
Con la sua fede nel Messia, Natanaele è già disposto ad un'ulteriore rivelazione di Gesù, che gli dice: "Vedrai cose maggiori di queste!". Gesù parla di una rivelazione continua del Padre, di un movimento di salita e discesa degli angeli, richiamando la scena di Giacobbe, nella quale il patriarca "fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa". Il salire e scendere è un richiamo alla realtà umana e divina di Gesù. Egli, pur essendo tra gli uomini, è in comunione col Padre, è il "luogo" dove si manifesta il Padre, è la "casa di Dio", è la "porta del cielo".
Gesù è la rivelazione del Padre, è il punto di unione tra cielo e terra, è il mediatore tra Dio e gli uomini, è la nuova scala di Giacobbe di cui Dio si serve per dialogare con l'uomo.
In Gesù l'uomo trova il luogo ideale per fare esperienza di Dio che salva. La piena e definitiva rivelazione di Dio si avrà solo in Gesù risorto e seduto alla destra del Padre nei cieli, dove salgono e scendono gli angeli di Dio. Natanaele è stato trasformato dall'incontro con Gesù perché in lui non c'è falsità; si è accostato a Gesù con cuore sincero e semplice.

Festa degli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele
Dio della luce,/ tu hai affidato agli angeli
il ministero della lode continua/alla tua presenza
e li hai voluti quali tuoi messaggeri/per noi uomini:
concedi a noi,/pellegrini sulla terra,
la protezione delle creature del cielo,
perché possiamo/insieme con loro nel regno
contemplare sempre/la gloria del tuo volto.